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Il territorio comunale 

E’ un territorio variegato quello di Arrone. Un tiro di schioppo dalla cascata delle Marmore, quattro passi dal lago di Piediluco, una manciata di chilometri dalle vette appenniniche e un’area naturalistica che lo comprende tutto, il Parco fluviale del Nera. Nel mezzo, distribuiti in 40 chilometri quadrati, tanti borghi medioevali caratteristici, ovvero le 9 frazioni comprese nel comune capoluogo: Casteldilago, Palombare, Rosciano, Castiglioni, Valleludra, Tripozzo, Vallecupa, Colle S.Angelo e Buonacquisto.

 

Piccoli centri dalla storia millenaria, che tuttavia non volgono lo sguardo solamente al passato. Sempre più spesso, infatti, li si trova a capo di movimenti culturali degni di nota; creano siti Internet, aprono blog, fondano associazioni, promuovono incontri, dibattiti, feste. Chi li immagina soccombenti alle attrattive metropolitane sbaglia di grosso. Basta vedere i fuochi d’artificio, quelli artistici a conclusione di feste e ricorrenze, per farsi un’idea della loro vita “gagliarda”. E ciò non significa dimenticare il passato: lo sanno bene gli abitanti di Buonacquisto, in prima fila quando si tratta di ricordare il tempo che fu, scandito dai ritmi della vecchia miniera di lignite (dismessa nel 1958). E ancora in prima fila quando si tratta di ricordare gli uomini che ci morirono, in miniera.
 

E’ la memoria, infatti, un’altra caratteristica del territorio. Sembra di vederli, gli antenati romani, mentre si industriano accanto al mulino per produrre olio d’oliva. Sembra quasi di sentirne il sapore. Ma se si alza lo sguardo si colgono le torri merlate: allora si va nell’Età di mezzo. Ecco il castello di Arrone, di Casteldilago, le fortificazioni nei borghi, le rocche, i passaggi e i camminamenti.
E siccome questa terra ha subito l’influenza di san Francesco, a testimonianza rimangono monasteri, eremi, chiese e collegiate. E processioni e ricorrenze, sempre ben frequentate dai valligiani. Oggi si va in mountain bike, si marcia nei sentieri, si discende il fiume Nera in canoa: attrezzi e materiali ipertecnologici, ma gli stessi percorsi battuti dai monaci.
 

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